L’autismo e… una vita “diversa”….

Vi siete mai chiesti come sarebbe la vostra vita, se non poteste mai, e dico MAI, calare la soglia della vostra attenzione, dovendo costantemente badare a qualcuno?

Certamente starete pensando che si, lo avete provato, quando i vostri bambini erano appena nati, o molto piccoli, nei ” terrible two” ( i famosi terribili due anni dei bambini).

Vi ricorderete quanto fosse faticoso, stancante anche psicologicamente, dover sempre seguirli, aiutarli, stare con loro.

Ora, provate ad immaginare a come può essere, mantenere sempre questa soglia elevatissima di attenzione, per giorni, per mesi e poi per anni….

Non è facile, lo so, ma purtroppo questa è la condizione in cui vivono tantissime mamme, tantissime famiglie, in cui vive un bambino speciale che non può mai essere lasciato solo.

I motivi possono essere diversi, ma il più delle volte arrivano tutti insieme.

Ci possono essere tantissimi motivi per cui un bambino non può essere lasciato da solo, ed alcuni di questi, agli occhi dei più, possono apparire banali o far sorridere, ma per queste famiglie possono rappresentare realmente un problema di gestione.

Bimbi che non parlano, e che quindi non  possono chiedere aiuto, o urlare se in pericolo. Non possono chiedere di raggiungere qualcosa che potrebbe cadere loro in testa e necessitano la nostra costante presenza. Bimbi che non hanno alcun concetto di pericolo!!!!

Possono correre anche in mezzo ad un’autostrada e non averne neppure idea, mangiare fili d’erba o uscire da una finestra, giocare coi coltelli o bere candeggina. Non possono essere lasciati soli, per la loro sicurezza.

Bimbi che mettono in bocca di tutto, dai libri ai calzini, dai giochi alle stringhe delle scarpe. Bimbi che distruggono anche oggetti di valore, senza rendersene conto.

Bimbi vulnerabili……….

Gesti semplici, come l’andare al bagno, ad esempio, possono essere così rischiosi per i genitori di questi bambini, che devono lasciare la porta spalancata così da poter vedere e sentire i propri figli, oppure se li portano con sé. Compiti quotidiani come riordinare la cucina o stendere i panni, possono essere fatti  solo se si è in grado di vedere cosa fa il bambino o se è nella stessa stanza di mamma e papà. Se si esce di casa per qualsiasi motivo, non si ha altra scelta che portarli con sé.

Si possono fare la doccia o il bagno solo quando i bambini sono a scuola o dormono, a meno che non ci sia un altro adulto per osservare ogni loro mossa. Anche tirare fuori la macchina dal garage può essere un rischio.

La giornata “NON-STOP” inizia quando i bambini si svegliano e termina quando vanno a dormire, e finalmente le “antenne” possono abbassarsi, ci si può rilassare un attimo e recuperare il tempo, quindi via lavatrici, stirare, e tutto ciò che non si è riusciti a fare durante le ore in cui si era con loro.

Vi siete mai chiesti come sarebbe la vostra vita, se non poteste mai, e dico MAI, calare la soglia della vostra attenzione, dovendo costantemente badare a qualcuno?

Beh, la risposta ve la do io: la vostra vita non sarebbe di sicuro semplice, ma sarebbe certamente piena di un amore totale, assoluto, arricchita da un legame unico, che ripaga di ogni fatica fatta durante il giorno e che ci fa addirittura, arrivata la sera, sentire la mancanza dei nostri bimbi “terribili” una volta messi a nanna.

Una mamma che vive l’autismo.

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